
Nel mondo della stampa, c’è un problema ricorrente che costringe i responsabili della produzione a rimanere svegli tutta la notte: le superfici stampate rimangono appiccicosie anche molto tempo dopo che dovrebbero essere completamente asciutte. Spesso il problema viene diagnosticato erroneamente: si attribuisce la colpa alla formulazione dell’inchiostro, mentre in realtà il problema risiede nel fatto che la lampada UV non funziona più correttamente. Una lampada ormai obsoleta non è in grado di produrre l’intensità di irradiazione necessaria, il che fa sì che i fotoinizianti non reagiscano e che l’inchiostro non venga completamente legato tra loro.
Cosa è importante dal punto di vista tecnico
La polimerizzazione UV non dipende dal calore, ma dall’emissione di fotoni con una lunghezza d’onda precisa, quella che i fotoinizianti sono in grado di assorbire. Le nostre lampade a vapore di mercurio mantengono un flusso spettrale stabile a 365 nm e 395 nm, garantendo così una penetrazione efficace nei strati spessi di inchiostro. La vernice riflettente presente sulla lampada massimizza l’irradiazione verso l’esterno, mentre l’involucro in quarzo assicura una trasmissione uniforme della luce. Ciò permette una polimerizzazione immediata e completa, anche su supporti densi. Indichiamo l’intensità di irradiazione in mW/cm² e la densità energetica in mJ/cm², e non in watt.
Perché funziona
Quando la lampada attuale presenta una diminuzione dell’output UVA del 20%, si perde la capacità di indurre la polimerizzazione completa. Le nostre lampade di ricambio restituiscono la densità energetica necessaria, eliminando così il problema dell’appiccicosità delle superfici stampate e permettendo uno trattamento immediato dei materiali stampati. Il risultato è una riduzione dei rifiuti, un minor uso di solventi e una produttività prevedibile. Per le macchine che funzionano 24/7, ciò significa profili di polimerizzazione stabili, da shift a shift.
Cose da sapere
È fondamentale abbinare la lunghezza dell’arco della lampada e la sua configurazione alla struttura del riflettore. È anche necessario verificare la compatibilità elettrica con l’alimentatore e il ballast; una impedanza non corretta riduce la durata della lampada. Inoltre, è consigliabile maneggiare l’involucro in quarzo con i guanti: gli oli presenti sulla pelle possono creare punti di surriscaldamento che accelerano la degradazione della lampada. Si può prevedere che la lampada funzioni stabilmente per 1.200–1.500 ore, prima che l’output diminuisca oltre il 10%.